Rispondere a questa domanda sembrerebbe a prima vista veloce e facile ma così non è. Bisogna prendere in considerazione diversi elementi e considerare degli aspetti legislativi che molte volte tutelano la struttura sanitaria e chi vi opera. Innanzitutto un dato preoccupante, e non per scoraggiarvi ma semplicemente per farci riflettere, ci dice che in Italia ogni anno vengono aperte ben 15.000 nuove cause di malasanità e il valore dei rimborsi si aggira intorno a due miliardi e mezzo di euro ma vincere una causa è molto difficile.
Innanzitutto bisogna dimostrare di aver subito il danno, dimostrare la il dolo o la colpa grave (negligenza) del medico e la relazione che esiste tra le due cose. Per capire se è possibile avere un risarcimento la prima cosa da fare è consultare un medico legale, o una struttura sanitaria, che quantifichi il danno biologico in termini monetari.
A seconda della gravità del fatto ci si può rivolgere al Tribunale Civile o a quello Penale dai quali si avrà una sentenza dopo due o tre anni per il primo grado, due o tre per il secondo e tre o quattro per il giudizio della Corte di Cassazione. Le spese solitamente sono a carico di chi perde la causa.
Al di là del percorso che va intrapreso successivamente al verificarsi del danno è di fondamentale importanza dimostrare l’esistenza del danno, la negligenza, o colpa, del medico e la relazione che esiste tra questi due elementi.
È su questi tre elementi che si basa la determinazione di un caso di malasanità. Se non si hanno prove per dimostrarne uno di questi il caso di malasanità non sussiste. È a carico del cittadino leso procurare tutte le prove. Alle volte rispondere a determinati quesiti in poche righe è molto difficile e, quindi, oltre che a fornirvi alcuni elementi fondamentali non possiamo fare ma lo staff di Risarcimento Danni sarà lieto di incontrarvi per un colloquio gratuito durante il quale ogni cosa troverà il giusto approfondimento.


